<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1630426293215549084</id><updated>2012-02-23T20:48:38.365+01:00</updated><category term='L&apos;umiliazione dei &quot;crediti residui&quot;'/><category term='poesie stroncate'/><category term='Una finestra sulla storia'/><category term='Riprendiamoci il cielo.'/><category term='La storia del Faro di Alessandria'/><title type='text'>Il faro di Alessandria</title><subtitle type='html'>"L'isola delle parole stroncate"</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>D-ee-P</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12141764709988681379</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_xpubNh4kcH8/SmGq2JrPDgI/AAAAAAAAAL0/pga3-dwvLFM/S220/n1522350818_8073.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>8</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1630426293215549084.post-3407420725509187610</id><published>2008-06-02T16:57:00.008+02:00</published><updated>2008-06-02T17:34:24.965+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Una finestra sulla storia'/><title type='text'>La Carta</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.museodellacarta.org"&gt;La Carta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_xpubNh4kcH8/SEQOHAW_AKI/AAAAAAAAAG8/Gapbl5IP0B4/s1600-h/1981-09-01-parati.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_xpubNh4kcH8/SEQOHAW_AKI/AAAAAAAAAG8/Gapbl5IP0B4/s400/1981-09-01-parati.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207302582665412770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il luogo preciso in cui nacquero le prime cartiere ancora non si conosce. E' sicuro che, essendoci contatti tra gli amalfitani e gli arabi, sia giunta per prima proprio ad Amalfi la "bambagina", cioè la carta realizzata con ritagli di cenci. Questa denominazione deriva dalla città araba El-Marubig, che aveva il monopolio della produzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un decreto Federico II (morto nel 1250) vietava alle curie di Napoli, di Sorrento e di Amalfi di adoperare la carta bambagina per la stesura degli atti pubblici. Imponeva l'uso della pergamena perchè era più durevole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carta fu lavorata a mano fino al 1700 quando, con l'industrializzazione, si passò a lavorarla con le macchine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine del XVIII secolo esistevano sedici cartiere attive, di cui oggi funzionano solo una decina. &lt;br /&gt;Nella Valle dei Mulini, di Amalfi, c'è il Museo della Carta a mano. E' costituito da un'antica cartiera e da una biblioteca con circa 3.000 testi sulle origini della carta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Varie erano le fasi per la lavorazione della carta. &lt;br /&gt;La materia prima era costituita dai cenci di cotone, lino e canapa, raccolti in vasche di pietra dette “pile”, triturati e ridotti in forma di poltiglia con martelli di legno (maglio), alla cui estremità erano sistemati dei chiodi in ferro. La forma e le dimensioni di questi chiodi determinava la consistenza della poltiglia e lo spessore dei fogli di carta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I martelli si muovevano grazie alla forza dell'acqua che, cadendo su una ruota a contropeso (rotone), azionava un albero di trasmissione (fuso). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La poltiglia preparata veniva raccolta in un grande recipiente ricoperto di maioliche. In esso si metteva la “forma”, che aveva la bordatura in legno (cassio) e la filigrana nel mezzo, costituita da una fitta rete di fili di ottone o bronzo. La filigrana conteneva i marchi di fabbrica, che contraddistinguevano i vari cartari. Questi marchi, visibili in controluce, rappresentavano simboli civici, araldici e religiosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fogli più antichi, del XIII e del XIV secolo, avevano lo stemma della città o la croce ad otto punte e gli emblemi di famiglie antiche. &lt;br /&gt;La poltiglia, una volta attaccatasi alla forma e scolata l'acqua, veniva trasferita su un apposito feltro di lana. Si realizzava così un mucchio di fogli di carta molto umidi, a cui si alternavano altrettanti feltri di lana. Il mucchio veniva pressato da un torchio di legno per far fuoriuscire l‘acqua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_xpubNh4kcH8/SEQLiQW_AJI/AAAAAAAAAG0/H-8ZaZn3oNE/s1600-h/carta_in_fabriano.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_xpubNh4kcH8/SEQLiQW_AJI/AAAAAAAAAG0/H-8ZaZn3oNE/s400/carta_in_fabriano.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207299752281964690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente i fogli di carta venivano staccati uno per uno dai feltri e portati nello “spandituro” per essere asciugati, attraverso le correnti d'aria. Ecco perchè gli spanditoi erano costruiti nella parte più alta della cartiera. Alla fine i fogli venivano stirati e raggruppati in pacchi nella stanza dell’ “allisciaturo”. Nel XVIII la pila a maglio fu sostituita dalla “macchina olandese”. In questo modo, la poltiglia era più raffinata e la produzione aumentava. La nuova macchina presentava grossi cilindri metallici, sui quali erano attaccate le filigrane. La pressione dell’acqua, che scorreva attraverso condutture in muratura, attaccava la poltiglia alle filigrane. La poltiglia si staccava e passava attraverso due rulli feltrati per l’eliminazione dell’acqua. &lt;br /&gt;I fogli di carta venivano preasciugati con una caldaia a vapore. La carta così prodotta a fogli veniva messa ad asciugare ulteriormente negli spanditoi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carta veniva adoperata per i documenti del ducato, delle sedi vescovili, delle parrocchie e per scrivere atti notarili. Era usata nelle corti degli Angioini, degli Aragonesi, del Vicereame Spagnolo e nella corte Borbonica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella di Amalfi era molto pregiata e ricercata. Oggi è usata per le partecipazioni nuziali, per i battesimi, per le prime comunioni, per depliants e per redigere opere importanti. Anche lo Stato del Vaticano utilizza la carta di Amalfi per la sua corrispondenza. Si può assistere al ciclo di lavorazione della carta visitando la Cartiera Amatruda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IIa Parte&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La scoperta della carta tra leggenda e realtà&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scoperta della carta segnò una delle più fulgide pietre miliari nella storia della civiltà umana; questa scoperta è universalmente attribuita ad un ministro cinese di nome Ts’ai Lun, nel 105 dopo Cristo. Si narra che Ts’ai Lun si trovava sulle rive di uno stagno accanto ad una lavandaia che stava sciacquando nell’acqua alcuni panni piuttosto logori. I panni, mal soffrendo l’azione di strofinio e di sbattitura, si sfilacciavano e le fibrelle galleggianti sull’acqua andavano a riunirsi in una piccola insenatura ai piedi di Ts’ai Lun. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul pelo dell’acqua si formò dopo qualche tempo, un velo di fibrelle ben feltrate che Ts’ai Lun osservò, raccolse con delicatezza e pose a seccare sull'erba. Il foglio secco e avente una certa consistenza, bianco, morbido, diede a Ts’ai Lun la grande idea, quel foglio poteva ricevere la scrittura.Il cammino che l’arte di fabbricare la carta compì dal luogo di origine attraverso il mondo, fu relativamente veloce. Mentre verso oriente attraverso la Corea giunse in Giappone nel VI secolo dopo Cristo, verso occidente giunse in Arabia e si affacciò al Mediterraneo.La nuova arte per le sue peculiari qualità ebbe successo e nel volgere di poco tempo sostituì la lavorazione del papiro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_xpubNh4kcH8/SEQO7AW_ALI/AAAAAAAAAHE/mmwipH_3aTw/s1600-h/fabriano07.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_xpubNh4kcH8/SEQO7AW_ALI/AAAAAAAAAHE/mmwipH_3aTw/s400/fabriano07.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207303476018610354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La materia originariamente utilizzata per la produzione della carta cioè il gelso, fu sostituita dal bambù con opportuni trattamenti. Furono  poi adoperati il lino, la canapa, i cenci. Ciascun cartaio aveva i suoi procedimenti, le sue, formule, i suoi segreti. Ma non solo il cartaio coadiuvato generalmente dal suo nucleo familiare, era l’artefice di questa lavorazione; anche il letterato, lo scrittore, il copista, e il pubblico scrivano si fabbricavano da sé la carta, tanto era divulgato il procedimento e semplici gli arnesi per la realizzazione. In pratica infatti il procedimento era rimasto tale e quale i Cinesi l’avevano tramandato. Spetta alle popolazioni italiane il merito di aver compiuto i primi passi verso una produzione per così dire più industriale. Molte operazioni puramente manuali furono meccanizzate, sia pure con i mezzi rudimentali allora conosciuti, a vantaggio della produzione e dei costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.museodellacarta.it"&gt;&lt;strong&gt;Tre momenti dell'arte di fabbricare carta in Cina&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i primi centri dove si scoprì nel XII e XIII secolo l’esistenza della carta, se si vogliono dare per scontate le notizie contenute negli atti notarili che parlano dell’esistenza di prodotti cartacei, pur non specificando se questi venivano importati da altri posti e commerciati nelle sopra menzionate località, vi furono i territori delle Repubbliche Marinare; Amalfi, Pisa, Genova e Venezia che avevano fondachi sia in Siria, sia sulle coste della Palestina, ove erano appunto situati i maggiori centri per la produzione di carta.  &lt;br /&gt;Queste Repubbliche, inoltre, intrattenevano intensi rapporti commerciali con l’oriente e avrebbero potuto imparare dagli orientali l’arte di fabbricare carta senza troppe difficoltà, oppure non è da escludere che a bordo delle “galee”, che in epoca medievale facevano la spola tra le nostre coste e la Terra Santa per trasportare crociati e mercanzie, si siano imbarcati “Magistri in arte cartarum” i quali come mano d’opera specializzata abbiano introdotto tale tipo di lavorazione. Amalfi la più antica delle repubbliche marinare già nel IX secolo aveva propri fondachi sia a Palermo che a Messina e a Siracusa, ove l’amalfitania è ancora oggi presente nella toponomastica locale. Annosa resta la questione sul primato della carta in Italia e quindi in Europa ed a contenderselo sono principalmente Amalfi e Fabriano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sostegno della tesi che vuole Amalfi come la prima città ad aver introdotto tale tipo di lavorazione si schierano autorevoli storici come Matteo Camera il quale nel volume “Istoria della Città e Costiera di Amalfi” scriveva “Egli è indubitato che la manifattura della carta da scrivere, sia di papiro o della così detta bambagina, risale al XIII secolo fra noi; ed essa fu lungamente una delle principali industrie di Amalfi.”  &lt;br /&gt;Senza voler entrare nel merito di una così nobile contesa quello che è importante sapere è che ad Amalfi si sviluppò una vera e propria industria cartaria che vide in breve tempo nascere e svilupparsi innumerevoli cartiere che hanno contribuito a rendere questo paese famoso in tutto il mondo per la sua pregiata produzione cartaria. La maggior parte delle Cartiere furono impiantate lungo la Valle dei Mulini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La suggestiva valle è stata descritta e decantata da scrittori, come Henry Longfllow, e ritratta da artisti di ogni tempo, come l'Amalfitano Pietro Scoppetta, il cui acquerello si ammira nel museo di Capodimonte di Napoli. Questa la descrizione che ne dava ai primi dell'ottocento lo scrittore Karl Friedrich: "Condutture di acqua sorgono lungo il pendio sotto la roccia che inarca come una grotta, o sono aderenti alla parete della roccia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I letti dei fiumi sono spesso coperti da larghi pergolati di viti. All'ultimo angolo la valle sembra essere chiusa da un edificio a più piani di una fabbrica, dove si produce la carta". Attraverso questa valle scorre il fiume Canneto, sorgente dai monti Lattari, che attraverso una serie di canali sotterranei che corrono parallelamente ma distintamente al corso naturale del fiume costituiva la forza motrice dei macchinari necessari per la produzione della carta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’epoca della formazione del catasto onciario, che costituisce la più interessante e in pari tempo, almeno finora, la più completa documentazione per il 1700, erano in attività nel centro cittadino 11 cartiere della capacità di 83 pile (vasca di pietra in cui si pestavano i cenci per farne carta). Alcune di esse erano dei grandi complessi, con “spandituri” (locali con ampie finestre e numerose fenditure, adibiti all’essiccamento della carta disposta su filari longitudinali); altre invece di più modeste dimensioni.La materia prima impiegata per la produzione di carta erano gli stracci, che oltre ad essere raccolti nelle strade delle contrade limitrofe ad Amalfi, veniva anche da fuori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_xpubNh4kcH8/SEQRbgW_AMI/AAAAAAAAAHM/hKoApDSVO8w/s1600-h/cartinacoast.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_xpubNh4kcH8/SEQRbgW_AMI/AAAAAAAAAHM/hKoApDSVO8w/s400/cartinacoast.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207306233387614402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Si ha notizia di numerosi carichi provenienti dalla capitale di “roba straccia”, “pezza bianca” ed altro, che all’atto dell’immissione erano soggetti al pagamento di 5 grani a cantaro o di 5 tornesi, se provenienti dalla capitale, a titolo di “ius peso e mezzo peso” alla dogana baronale di Amalfi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cartiere per la loro ubicazione erano soggette ai danni delle alluvioni nei mesi piovosi, e alla mancanza di acqua in quelli di siccità. Nel primo caso, l’acqua con cui lavoravano si accompagnava a detriti; nel secondo, la scarsa quantità di acqua non era sufficiente “a battere tutte le pile” e quindi era necessaria una turnazione. Le complesse e gravi vicissitudini storico – politico – sociali e soprattutto l’industrializzazione diedero un fortissimo colpo a questa, come alle altre piccole industrie amalfitane, che non poterono stare al passo dei tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al lento, ma progressivo declino influirono diverse cause: la ubicazione della Valle dei Mulini, suggestiva quanto mai, ma aspra e ristretta e, quindi, mancante di facili vie di comunicazione, mediante un reticolato stradale o ferroviario con i grandi centri; la difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e dello smercio del prodotto, non competitivo con quello di altre più moderne ed attrezzate industrie; la mancanza di acque abbondanti dei fiumi a regime costante, fattore questo dominante per l’alimentazione delle fabbriche e il mancato ammodernamento delle attrezzature. Queste deprimenti cause costrinsero diverse cartiere a smettere il lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dello stato molto critico e difficile, si fecero interpreti alcuni lavoratori con una supplica al Re per implorare aiuto. Egli rispondeva in questi termini: “Le lacrime dei nostri figli, proprio della bassa gente…..giungono ormai a Noi….Le tante macchine che l’uomo usurpatore e perspicace ha saputo inventare e ne inventa tutto dì, sono quelle che tolgono pane dalla bocca dei nostri fedeli sudditi nell’intero Regno …”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante tante difficoltà, i cartai amalfitani, impiegando spirito di sacrificio, tenace volontà e laboriosità, continuarono la produzione in virtù soprattutto della tradizione. generazione in generazione, da padre in figlio, conservando sempre quella intraprendenza insita nel loro carattere. L’ultimo e tremendo colpo al tracollo dell’industria cartaria fu la catastrofica alluvione del novembre 1954. Essa distrusse la maggior parte delle cartiere.Delle sedici ancora in attività all’epoca della catastrofe ad Amalfi, ne rimasero soltanto tre. Quella di Amalfi non è stata, né poteva essere una media o grande industria; ma ha avuto sin dalle origini, il carattere di artigianato, come in altri campi, di una industria per lo più familiare e proprio questo è vanto e maggior titolo dei cartai di ieri e oggi. Si ha notizia di numerosi carichi provenienti dalla capitale di “roba straccia”, “pezza bianca” ed altro, che all’atto dell’immissione erano soggetti al pagamento di 5 grani a cantaro o di 5 tornesi, se provenienti dalla capitale, a titolo di “ius peso e mezzo peso” alla dogana baronale di Amalfi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cartiere per la loro ubicazione erano soggette ai danni delle alluvioni nei mesi piovosi, e alla mancanza di acqua in quelli di siccità. Nel primo caso, l’acqua con cui lavoravano si accompagnava a detriti; nel secondo, la scarsa quantità di acqua non era sufficiente “a battere tutte le pile” e quindi era necessaria una turnazione. Le complesse e gravi vicissitudini storico – politico – sociali e soprattutto l’industrializzazione diedero un fortissimo colpo a questa, come alle altre piccole industrie amalfitane, che non poterono stare al passo dei tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da "&lt;a href="http://dasposeperspose.forumup.it/about3689-30.html"&gt;Evaluna&lt;/a&gt;" moderatrice in "dasposeperspose forum online" prima parte e da museodellacarta.it, per la seconda e ultima parte&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1630426293215549084-3407420725509187610?l=ilfarodialessandria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='' href='http://www.museodellacarta.it' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/feeds/3407420725509187610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1630426293215549084&amp;postID=3407420725509187610' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/3407420725509187610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/3407420725509187610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/2008/06/la-carta.html' title='La Carta'/><author><name>D-ee-P</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12141764709988681379</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_xpubNh4kcH8/SmGq2JrPDgI/AAAAAAAAAL0/pga3-dwvLFM/S220/n1522350818_8073.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_xpubNh4kcH8/SEQOHAW_AKI/AAAAAAAAAG8/Gapbl5IP0B4/s72-c/1981-09-01-parati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1630426293215549084.post-5749441934875065047</id><published>2008-03-29T15:22:00.001+01:00</published><updated>2008-03-29T15:41:31.011+01:00</updated><title type='text'>il niente, per il niente</title><content type='html'>&lt;marquee direction="left" bgcolor="#FFFF00"&gt;eXtra SOlutiONs Il Negozio che stavi aspettando visitalo copia e incolla questo indirizzo: http://stores.ebay.it/eXtra-SOlutiONs oppure clicca visita il sito www.maimollaredi.blogspot.com eXtra SOlutiONs Vivi da Re! 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Al resto pensa - eXtra solutions -&lt;/marquee&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_xpubNh4kcH8/R-5UrsQPlhI/AAAAAAAAADg/ZbVxDcLu1MY/s1600-h/sudafrica.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_xpubNh4kcH8/R-5UrsQPlhI/AAAAAAAAADg/ZbVxDcLu1MY/s400/sudafrica.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183173330740418066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_xpubNh4kcH8/R-5UsMQPliI/AAAAAAAAADo/4kQA-u6F0yA/s1600-h/9Q938MCAFGTWISCAN2W7GXCAJBZH7MCACW0XLXCAZTKWQ6CAUW0NLOCA0N00HHCA8GSL93CAJTSMC5CAA51AOACAN29KNKCAKSKO3QCA3LGWYLCA24BQXBCA04TEXACAX0OQO4CA0AMABOCA7UNCKGCAWFVXW7.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_xpubNh4kcH8/R-5UsMQPliI/AAAAAAAAADo/4kQA-u6F0yA/s400/9Q938MCAFGTWISCAN2W7GXCAJBZH7MCACW0XLXCAZTKWQ6CAUW0NLOCA0N00HHCA8GSL93CAJTSMC5CAA51AOACAN29KNKCAKSKO3QCA3LGWYLCA24BQXBCA04TEXACAX0OQO4CA0AMABOCA7UNCKGCAWFVXW7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183173339330352674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partirono in 10 dalle roventi regioni del Sud Africa. &lt;br /&gt;E’ un posto che non immagini neppure. Non è solo per il sole che ti toglie il respiro e le forze. Ciò che brucia è quello che non vedi, arriva all’improvviso e ti trucida davanti alla famiglia, mentre dentro pensi con le ultime forze che alla fine dello spettacolo nessuno si salverà. La povertà che c’è lì, nelle periferie delle periferie, non ha nome. Non si può spiegare, quando se resti sai, che non puoi sopravvivere. Prima finisce il cibo, poi ti ammali nella sporcizia, malaria e ogni altro nero e invisibile nemico delle cellule umane; poi smetti anche di bere, perché è tutto veleno, marrone rossastro di argilla sabbiosa e escrementi. poi scappi, da un posto all’altro ridisegnando figure senza senso, fatte di panni e giornali lerci e pentole arrugginite: desolazione. Ricostruisci il niente, per il niente. &lt;br /&gt; Chissà quanti ne avevano persi tra genitori, figli, amici, o semplici conterranei, quei dieci… quando decisero o più semplicemente quando iniziarono a camminare, via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CLJr&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1630426293215549084-5749441934875065047?l=ilfarodialessandria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/feeds/5749441934875065047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1630426293215549084&amp;postID=5749441934875065047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/5749441934875065047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/5749441934875065047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/2008/03/il-niente-per-il-niente.html' title='il niente, per il niente'/><author><name>D-ee-P</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12141764709988681379</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_xpubNh4kcH8/SmGq2JrPDgI/AAAAAAAAAL0/pga3-dwvLFM/S220/n1522350818_8073.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_xpubNh4kcH8/R-5UrsQPlhI/AAAAAAAAADg/ZbVxDcLu1MY/s72-c/sudafrica.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1630426293215549084.post-6037938175873111836</id><published>2007-11-04T11:30:00.001+01:00</published><updated>2007-11-04T13:20:57.995+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riprendiamoci il cielo.'/><title type='text'>Riprendiamoci il cielo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Astrolabio&amp;oldid=10156470"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/18/Astrolabe-Persian-18C.jpg/380px-Astrolabe-Persian-18C.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/18/Astrolabe-Persian-18C.jpg/380px-Astrolabe-Persian-18C.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sulle nostre teste febbrili e indaffarate sta passando una cometa! &lt;br /&gt;La "piccola" (denominata '17P/Holmes'), scrigno del cielo, mistero della vita (giacché molti dicono derivi proprio da una cometa), non era visibile se non da osservatori super attrezzati; ma un a breccia formatasi nella sua struttura a causa della radiazione solare, ne ha aumentato la luminosità di 1.000.000 di volte! Pensate che è sufficiente un binocolo!&lt;br /&gt;Anche perché a occhio nudo appare simile ad una flebile stellina.&lt;br /&gt;Vi do in ogni caso le coordinate (necessaria una bussola affidabile):&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt; 45° nord-est, costellazione del Perseo. Noterete una di queste stelle con conformazione irregolare (una sorta di alone "intermittente". Se potete, raggiungete l'osservatorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Sopra, ho aggiunto un link ad un articolo specifico, che vi potrà interessare (da www.lswn.it), basta cliccare sul titolo del post.]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vedete i mezzi d'informazione non ne hanno parlato molto.&lt;br /&gt;Per me è l'occasione di aprire un discorso che considero rilevante:&lt;br /&gt;l'osservazione del cielo, è stata da sempre il motore del progresso; della conquista di una più vasta conoscenza; dell'orientamento e della navigazione, quindi delle esplorazioni (clicca sull' &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Astrolabio&amp;oldid=10156470"&gt;astrolabio&lt;/a&gt; nell'immagine); e perfino della religione (vedi il "culto degli astri" o &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Astrolatria&amp;oldid=11790627"&gt;Astrolatria&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la +parte delle persone il cielo stellato è solo un contorno, quelle poche volte che si vede, nei luoghi dove ancora si può. In quanti si ricordano che quasi tutte le loro "cose serie" derivano proprio da uno sguardo più approfondito a quelle lucine lassù?&lt;br /&gt;Gli elettrodomestici che usiamo, la tv al plasma che, soddisfatti, portiamo con tutta  cura a casa, ricomponendo l'arredamento attorno al tale nuovo "oracolo"; il NAVIGATORE SATELLITARE, che esibiamo con parenti, amici e con noi stessi: TUTTO CIO' viene dalla voglia di capire, dal desiderio di spingersi oltre, verso quel cielo, che fingiamo non ci appartenga più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'osservazione attenta e meravigliata di un cielo stellato non è una pratica che appartiene solo agli astrofili. &lt;br /&gt;Non è un comportamento contro il buon senso!&lt;br /&gt;Se lo facciamo non siamo femminucce o professori tra le nuvole! &lt;br /&gt;Non per questo, diventiamo "poeti" fannulloni (poveri noi scrittori bersagliati dai luoghi comuni)! &lt;br /&gt;Soprattutto: non ci allontaniamo dal progresso, dal macchinario sociale di cui, riteniamo di essere piccoli ingranaggi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se "riprenderemo il cielo" renderemo onore alle radici del progresso, e divulgheremo quel senso di ricerca e scoperta che ci ha portato fuori dall'atmosfera, e su &lt;a href="http://www.nasa.org"&gt;Marte&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;La società dei "classificatori" di personalità, attività e mestieri ha stabilito che il cielo non ci serve più! Non serve ai nostri "mestieri"!&lt;br /&gt;Ma noi, amici miei, siamo più "Cielo stellato" che "professionisti" e "mestieri".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.donatefor-me.blogspot.com"&gt;Charles L. Jr&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1630426293215549084-6037938175873111836?l=ilfarodialessandria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lswn.it/comunicati/stampa/2007/il_cielo_in_diretta_la_cometa_di_halloween_17p_holmes&amp;cid=0' title='Riprendiamoci il cielo.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/feeds/6037938175873111836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1630426293215549084&amp;postID=6037938175873111836' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/6037938175873111836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/6037938175873111836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/2007/11/riprendiamoci-il-cielo.html' title='Riprendiamoci il cielo.'/><author><name>D-ee-P</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12141764709988681379</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_xpubNh4kcH8/SmGq2JrPDgI/AAAAAAAAAL0/pga3-dwvLFM/S220/n1522350818_8073.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1630426293215549084.post-1056341307912052849</id><published>2007-10-16T13:27:00.000+02:00</published><updated>2007-11-04T12:52:30.643+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesie stroncate'/><title type='text'>in grembo alla luna</title><content type='html'>vorrei portarti in grembo alla luna &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove dimorano ancora immortali poesie &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dimenticare &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quello che mi ha tradito &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dovrei &lt;br /&gt;tornare &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;anelare alla vita &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;abbattere &lt;br /&gt;quest'insana paura  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vorrei portarti in grembo alla luna  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove annegare  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...bugie&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1630426293215549084-1056341307912052849?l=ilfarodialessandria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/feeds/1056341307912052849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1630426293215549084&amp;postID=1056341307912052849' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/1056341307912052849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/1056341307912052849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/2007/10/in-grembo-alla-luna.html' title='in grembo alla luna'/><author><name>D-ee-P</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12141764709988681379</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_xpubNh4kcH8/SmGq2JrPDgI/AAAAAAAAAL0/pga3-dwvLFM/S220/n1522350818_8073.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1630426293215549084.post-5508932489987503003</id><published>2007-10-08T16:24:00.000+02:00</published><updated>2007-10-08T16:29:33.500+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;umiliazione dei &quot;crediti residui&quot;'/><title type='text'>Lettera a Beppe Grillo</title><content type='html'>Ciao caro Beppe,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi chiamo Diego e, ahimé :-( , sono un cittadino italiano &lt;br /&gt;ti scrivo per sensibilizzarti a proposito dell'umiliante condizione di noi clienti delle odierne compagnie telefoniche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta se c'era qualche problema potevamo andare presso un luogo fisico e rivolgerci al classico addetto, con il quale si poteva impostare una normale ed esauriente conversazione; i confini erano meno plastici, e almeno, avevi un Responsabile, con cui protestare. Ora ci rubano il tempo ubriacandoci con una musica del cazzo in un'attesa che manda a "fanculo" il di noi umano.&lt;br /&gt;La rabbia, la merda putrida e tutto il morbo mentale che i "testoni"  di questi "colossi" provocano se lo beccano i precari, mentre i "Tronchetti"   galleggiano "felici" :-D nel mare con i loro yacht&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è di più, ti sei mai chiesto, il potere che genera, in queste società il fatto di avere il nostro "credito" residuo?&lt;br /&gt;Sospeso nel nostro account di telefonia fissa o mobile, anche se soprattutto in quest'ultima.&lt;br /&gt;Beppe parlo di roba, a livello di "Umbrella Corporation"! Immagina milioni di crediti residui, corrispondenti a ciascuno di noi, a volte più crediti  per una sola persona. Che succede se ti portano via un centesimo in più? &lt;br /&gt;Facciamo un breve e semplice calcolo (esempio): 0,01 € x 10.000.000 di clienti società "x" fa 100.000€.&lt;br /&gt;Ci vuole poco a capire la portata di tutto questo, noi mettiamo i nostri "spiccioli" presso la loro "banca", quelli si che sono soldi veri. E dopo cosa diventano? Una promessa. &lt;br /&gt;Se un MMS non arriva a destinazione, non importa, mica ti rimborsano, e quanti MMS non sono arrivati a destinazione? Se ogni cliente ne ha perduto almeno uno, in media, nella sua storia di "cellularista" quanto complessivamente avrà ingiustamente sottratto la compagnia (e che compagnia, sono praticamente assenti) telefonica? &lt;br /&gt;Facciamo un altro piccolo calcolo:&lt;br /&gt;esempio: 0.60 € costo MMS (inviato ma non ricevuto) x 10.000.000 di clienti fa: 6.000.000 Beppe! 6.000.000 di euro!!!&lt;br /&gt;Devo andare avanti?&lt;br /&gt;Pieno Wind (esemplificativo) l'ho usato, non serve ad una mazza, ti porta, ti convince a fare il bastardo con quelli che ti telefonano per tenerli in linea e farli "sgocciolare" un pò; ma poi i "soldi" che tu vorresti, che poi non sono soldi veri ma "promessa di servizio" (non credo che qualcuno li rimborserebbe stì "quattro centesimi") ti vengono dati come "bonus" ovvero: promessa della promessa di servizio, che dovrebbero a detta loro servire a coprire le spese delle prossime chiamate verso tutti, degli SMS, degli MMS, di quello che cazzo ti dicono loro. No. L'ho dovuto disdire, perché il mio credito residuo scendeva, puntuale, preciso, anzi atomico direi; ma il bonus del "Pieno" manco pa' capa, fermo. Ogni tanto calava di qualche centesimo! Sui centesimi costruiscono i palazzi di cento piani, per nascondersi giusto all'ultimo, con l'elicottero in caso Bin Laden si faccia vedere ancora in cerca del nostro "credito residuo" (di bombe).&lt;br /&gt;Chiudo con un conto: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;costo di Pieno Wind = 4€ (automatico, mandato a tutti i clienti, per disdirlo devi mandare un sms a pagamento, costo 0,15€) &lt;br /&gt;x 10.000.000 di clienti fa 40.000.000 di euro Beppe! 40 milioni di euro!&lt;br /&gt;un momento non è finita, + il costo del sms di disdetto o accettazione/conferma = 0,15€ x 10.000.000 fa 1.500.000€ &lt;br /&gt;Beppe! Un milione e cinquecentomila euro!&lt;br /&gt;Sommando il tutto si ha il valore del "coefficiente della vergogna italiana e umana": fa 41.500.000 euro Beppe! 41 milioni e cinquecentomila euro!&lt;br /&gt;E in più questi "signori" si saranno fatti, con furbizia, un esercito di lavoratori "secondari" perché lavorano sui secondi, ispirandosi alla figura della zanzara, pungendo amici e parenti e malcapitati (clienti loro ad esempio) allo scopo di succhiare altro "credito residuo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah dimenticavo Beppe, i clienti di ciascun colosso telefonico (perlomeno per i primi tre) non sono solo 10.000.000, soprattutto se si considera l'insieme dei clienti di tutte le società telefoniche attuali in Italia; se poi aggiungi il fatto che si dice ci siano più di un cellulare attivo pro capite, ti lascio immaginare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, &lt;br /&gt;te, &lt;br /&gt;noi, &lt;br /&gt;miseri, &lt;br /&gt;umiliati &lt;br /&gt;dal "credito residuo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diego Petruz&lt;br /&gt;(amici di Beppe Grillo Meet Up di Napoli)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1630426293215549084-5508932489987503003?l=ilfarodialessandria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/feeds/5508932489987503003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1630426293215549084&amp;postID=5508932489987503003' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/5508932489987503003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/5508932489987503003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/2007/10/lettera-beppe-grillo.html' title='Lettera a Beppe Grillo'/><author><name>D-ee-P</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12141764709988681379</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_xpubNh4kcH8/SmGq2JrPDgI/AAAAAAAAAL0/pga3-dwvLFM/S220/n1522350818_8073.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1630426293215549084.post-2508161433008162054</id><published>2007-09-14T10:12:00.001+02:00</published><updated>2007-11-14T17:45:37.159+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La storia del Faro di Alessandria'/><title type='text'>La storia del Faro di Alessandria</title><content type='html'>Considerato una delle sette meraviglie del mondo insieme ai Giardini di Babilonia, al Colosso di Rodi, al Mausoleo di Alicarnasso, la statua di Zeus, la Piramide di Cheope e il Tempio di Artemide. E' una delle realizzazioni più avanzate ed efficaci della tecnologia ellenistica, fatto costruire sull'isola di Pharos, davanti al porto di Alessandria di Egitto, negli anni tra il 300 a.C. ed il 280 a.C., fino a quando venne distrutto da due terremoti.&lt;br /&gt;Promotore dell'opera fu un mercante greco, Sostratus di Cnido. L'opera fu iniziata durante il regno di Tolomeo I° e completata durante il mandato del suo successore Tolomeo II Filadelfo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'imponente opera aveva lo scopo di aumentare la sicurezza del traffico marittimo in entrata e in uscita, reso pericoloso dalla presenza di numerosi banchi di sabbia nel tratto di mare prospiciente il porto di Alessandria. La struttura consentiva di segnalare la posizione del porto alle navi di passaggio, di giorno mediante degli ingegnosi specchi di bronzo lucidato che riflettevano la luce del sole fino al largo, mentre di notte la segnalazione era assicurata dalla presenza dei fuochi.&lt;br /&gt;Secondo alcune stime sembra che la torre fosse alta ben 134 metri.&lt;br /&gt;Il Faro secondo la testimonianza di Giuseppe Flavio, poteva essere visto a 48 km di distanza, cioè sino al limite consentito dalla sua altezza, e dalla curvatura della superfice terrestre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era costituita da un alto basamento quadrangolare, che ospitava la stanza degli addetti e le rampe per il trasporto del combustibile. A questo basamento si sovrapponeva una torre ottagonale e, quindi, una costruzione cilindrica sormontata da una statua di Zeus o Poseidone, più tardi sostituita da quella di Helios.&lt;br /&gt;La costruzione del faro si rivelò di grande utilità e indusse a costruire analoghi fari in altri porti del Mediterraneo ellenistico.&lt;br /&gt;Purtoppo non si hanno descrizioni esatte sul suo funzionamento, a causa della riservatezza delle fonti storiche a cui attingere, che, per ovvie ragioni era mantenuta sugli impianti avanzati.&lt;br /&gt;Si può comunque congetturare che il fascio luminoso del faro venisse rafforzato mediante l'uso di apparecchi parabolici. Le conoscenze su cui si basano questi apparati riguardano la teoria delle coniche e la catottrica ben nota allora negli ambienti di Alessandria (Apollonio, Euclide). Inoltre la forma cilindrica del contenitore della sorgente di luce, induce a pensare che dal faro provenisse un fascio girevole, ben più utile per i naviganti rispetto ad una luce fissa. Nei secoli successivi queste tecnologie andarono perdute, come, del resto, gran parte della cultura scientifico-tecnologica ellenistica. Si riprese a costruire dei fari solo nel XII secolo (la prima Lanterna di Genova è realizzata nel 1228 o nel 1139), ma senza riflettori basati sulla teoria delle coniche. Queste teorie saranno recuperate solo nei primi decenni del XVIII secolo, in particolare da Bonaventura Cavalieri, e consentiranno la produzione dei primi fari moderni alla fine del secolo (Lucio Russo, "La rivoluzione dimenticata" sez.4.5).&lt;br /&gt;Con la sola eccezione della piramide di Cheope, che sopravvive ancora ai giorni nostri, il Faro fu la più longeva delle sette meraviglie. Rimase in funzione ber ben 16 secoli, fino a quando nel 1303 e nel 1323 due terremoti lo danneggiarono irreparabilmente. Nel 1480 il sultano d'Egitto, Quaitbay utilizzò le sue rovine per la costruzione di un forte, nelle vicinanze. Numerosissimi blocchi ed elementi architettonici sono stati recuperati in mare, insieme alle colossali statue di Tolomeo II e della moglie Arsinoe II rappresentata come Iside. Etimologicamente dall'isola Pharos deriva in molte lingue romanze il termine faro in italiano e spagnolo, "farol" in portoghese, "phare" in rumeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe del Pozzo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1630426293215549084-2508161433008162054?l=ilfarodialessandria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/feeds/2508161433008162054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1630426293215549084&amp;postID=2508161433008162054' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/2508161433008162054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/2508161433008162054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/2007/09/il-faro-di-alessandria.html' title='La storia del Faro di Alessandria'/><author><name>D-ee-P</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12141764709988681379</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_xpubNh4kcH8/SmGq2JrPDgI/AAAAAAAAAL0/pga3-dwvLFM/S220/n1522350818_8073.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1630426293215549084.post-3041569911081755266</id><published>2006-11-24T22:36:00.000+01:00</published><updated>2006-11-25T00:07:58.534+01:00</updated><title type='text'>Papà ci scrisse</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/5788/199026647121038/1600/881333/capri-scogli_e_spruzzo_2_25%25.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/5788/199026647121038/400/785942/capri-scogli_e_spruzzo_2_25%25.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;… Papà ci scrisse&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…creatura mia, prepara il tuo viaggio,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fa la valigia… ricordati &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i vestiti preferiti, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vorrai andare in discoteca…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i videogiochi, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ne sei ancora patito…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le scarpe e la tuta da ginnastica, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la palestra ti farà irrobustire…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il biglietto i soldi, ed il passaporto, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ne avrai bisogno… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e… il walkman ed il libro, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la musica arricchirà il tuo spirito…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lungo il cammino,  mia cara,  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in grande umiltà,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;senza tempo e senza spazio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel pensiero e nel cuore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nella gioia di un sorriso &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel silente abbraccio del perdono,  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;emana &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’amore &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che io sempre ti ho dato…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;creatura mia ora va,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il viaggio t’aspetta…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come t’aspetta Papà...     &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a.r.t. Napoli, 29 ottobre ’02&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'autrice di questo componimento è la poetessa-fotografa di rilievo internazionale Amelia Rosa Tundo in arte "art", che ha firmato anche la foto, abbinata al post,  di un particolare della scogliera di Capri, intitolata "scogli e spruzzi"(2003). Tutti i diritti riservati. ("art" 2002 e 2003)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1630426293215549084-3041569911081755266?l=ilfarodialessandria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/feeds/3041569911081755266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1630426293215549084&amp;postID=3041569911081755266' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/3041569911081755266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/3041569911081755266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/2006/11/pap-ci-scrisse.html' title='Papà ci scrisse'/><author><name>D-ee-P</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12141764709988681379</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_xpubNh4kcH8/SmGq2JrPDgI/AAAAAAAAAL0/pga3-dwvLFM/S220/n1522350818_8073.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1630426293215549084.post-1766679540064440016</id><published>2006-11-16T21:50:00.000+01:00</published><updated>2006-11-16T22:39:42.971+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger2/5788/199026647121038/1600/Il%20faro%20della%20Vittoria.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/5788/199026647121038/320/Il%20faro%20della%20Vittoria.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da una costola del cartaceo "Il faro della Vittoria" che ha raggiunto una tiratura distribuita di oltre 250 copie (che per noi è tanto), mantengo la promessa fatta 1 anno fa... e siamo qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colgo l'occasione per ringraziare tutti i precedenti redattori e, soprattutto quelli che sono rimasti, in particolare Antonella e Giuseppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono ansioso di ritrovare il loro fresco stile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cos'è questo? E' un blog, è un mensile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse un pò di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, qui si può fare i giornalisti,&lt;br /&gt;senza dover sottostare a i soliti filtri:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;raccomandati&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;editori e principali che ti intimano di pubblicare cazzate perché vendono bene&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;la verità che viene tralasciata, non dico smentita...ignorata&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;quella parte di noi che mai potrebbe venir fuori, se ti dicono che sei troppo "opinionista"&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;i "fatti nostri", le "nostre cose", quel niente che diventa notizia&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Periodicamente lo stamperemo, come un dipinto su un tovagliolo di ristorante, magari impegnerà gli occhi tra un sorso di caffé e l'altro di qualche simpatico lettore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chissà se continuerà.... "non importa, in fondo le cose non sono fatte per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;durare &lt;/span&gt;ma per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;essere."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;M.D. P.z&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--Creative Commons License--&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/"&gt;&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width: 0" src="http://creativecommons.org/images/public/somerights20.png"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;This work is licensed under a &lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/"&gt;Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5  License&lt;/a&gt;.&lt;!--/Creative Commons License--&gt;&lt;!-- &lt;rdf:RDF xmlns="http://web.resource.org/cc/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#"&gt;&lt;br /&gt; &lt;Work rdf:about=""&gt;&lt;br /&gt;  &lt;license rdf:resource="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/" /&gt;&lt;br /&gt; &lt;dc:title&gt;Il faro di Alessandria&lt;/dc:title&gt;&lt;br /&gt; &lt;dc:date&gt;2006&lt;/dc:date&gt;&lt;br /&gt; &lt;dc:description&gt;Si tratta di articoli di vario tipo elaborati e postati dagli stessi redattori, e contenenti informazioni ma anche creazioni poetico-letterarie, eventuali fotografie o altro prodotto dell'ingegno.&lt;/dc:description&gt;&lt;br /&gt; &lt;dc:creator&gt;&lt;Agent&gt;&lt;dc:title&gt;Mario Diego Petruzziello&lt;/dc:title&gt;&lt;/Agent&gt;&lt;/dc:creator&gt;&lt;br /&gt; &lt;dc:rights&gt;&lt;Agent&gt;&lt;dc:title&gt;Diego Petruz  Socio SIAE 122464 Olaf-Autori-Compositori parte musicale e testuale&lt;/dc:title&gt;&lt;/Agent&gt;&lt;/dc:rights&gt;&lt;br /&gt; &lt;dc:type rdf:resource="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" /&gt;&lt;br /&gt; &lt;dc:source rdf:resource="www.ilfarodialessandria.blogspot.com" /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/Work&gt;&lt;br /&gt; &lt;License rdf:about="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/"&gt;&lt;permits rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Reproduction"/&gt;&lt;permits rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Distribution"/&gt;&lt;requires rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Notice"/&gt;&lt;requires rdf:resource="http://web.resource.org/cc/Attribution"/&gt;&lt;prohibits rdf:resource="http://web.resource.org/cc/CommercialUse"/&gt;&lt;/License&gt;&lt;/rdf:RDF&gt; --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1630426293215549084-1766679540064440016?l=ilfarodialessandria.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/feeds/1766679540064440016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1630426293215549084&amp;postID=1766679540064440016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/1766679540064440016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1630426293215549084/posts/default/1766679540064440016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilfarodialessandria.blogspot.com/2006/11/da-una-costola-del-cartaceo-il-faro.html' title=''/><author><name>D-ee-P</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12141764709988681379</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_xpubNh4kcH8/SmGq2JrPDgI/AAAAAAAAAL0/pga3-dwvLFM/S220/n1522350818_8073.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
